Nessun esperimento e' mai completamente fallito: puo' sempre servire da esempio negativo.

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"..all this peace has been deceiving I like the sweet life and the silence but it's the storm that I believe in.."

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31/03/2006

Dalle mie parti succedono queste cose:

http://www.vivereacomo.com/2006/03/30/ad-ognuno-il-suo-mestiere/

Anni fa in un reggaebar di una capitale del centro-america successe che mentre ero seduta al bancone un tizio fece secco con 4 colpi un altro tizio. Non avevo mai sentito sparare in vita mia, la musica di sottofondo era di Bob Marley, e ricordo che quei colpi sordi mi lasciarono totalmente di stucco, impaurita, immobile e incapace di muovermi che fu una ragazza a prendermi per un braccio e tirarmi giù, a carponi, che magari non era finita. Avevo mollato la mia birra per terra, il bicchiere si ruppe in mille pezzi e m’inginocchiai sui vetri, niente dolore, non sentivo piu’ la musica non sentivo i vetri nelle ginocchia, avevo appena sentito il rumore di un colpo che esplode per la prima volta in vita mia. La ragazza mi guarda e sorridendo mi dice “welcome to Costarica”.
E’una delle sensazioni piu’ brutte che ricordi. L’ho raccontato per mesi ai miei amici e solo dopo un paio d’anni ai miei genitori, le discussioni che ne nascevano vertevano sempre sulla pericolosità di quelle città, tutti più o meno se le immaginano con strade polverose, drogati negli angoli e gente che spara per un’occhiata di troppo.
In realtà si tratta di città violente, di una violenza pero’ che trova origine nell’indigenza, di chi vive alla giornata ed in una situazione umanamente avvilente, senza possibilità di scampo. Ecco, a Como invece le strade non sono polverose ( un po’ sporche di merda di cane, ma non polverose), di gente che vive per la strada non ce n’è molta (in ogni modo ce n’è) è la classica cittadina del nord che ha cullato i piccoli e medi imprenditori fino alla maturazione e la saturazione di un’economia dai connotati ottocenteschi che ormai appare ridicolmente avvinghiata ad un buisennes che non c’è piu’, un fantasma che appare in sogno solo a loro. Dove c’è un’alta percentuale d’extracomunitari, ma chissà com’è, te n’accorgi solo ad agosto o a natale, dove finalmente li trovi seduti al tavolino di fianco, quando i tuoi concittadini sono alla pensione Miramare di SPOTORNO, o chiusi in casa a farcirsi come tacchini. A Como succedono fatti come questo, i politici si permettono di parlare di incidenti, a Como si arma la polizia locale “antiwriters”, queste persone vanno i giro col colpo pronto in canna, si permettono di estrarre dalla fondina l’arma.
Solo questo, solo l’aver estratto l’arma dovrebbe essere considerato un reato gravissimo, nemmeno lo sparo, 20 anni al vigile per aver estratto l’arma, 30 anni all’assessore Scopelitti per aver creato una squadra antiwriters ed averla armata, 50 anni ai consiglieri ed al sindaco di Como per aver classificato i fatti come “incidente”, 60 anni a quei direttori di giornali che non diranno la verità, che non informeranno noi cittadini sui fatti… e 70 anni di vita a noi in una città dove i MURI SONO PIU’ IMPORTANTI DELLE PERSONE.

Per lo meno al mio collega Olandese che oggi mi chiedeva spiegazioni, ora so cosa dire: WELCOME TO COMO.

 

postato da: quoom alle ore 09:13 | link | commenti (1)
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15/03/2006

Dato che è un mondo che tutto contiene quello che si sta sgretolando sotto i suoi piedi, lei è convinta che tutto sia lecito, tutto si rompe davanti i suoi occhi, dunque tutto ci sta, tutte le parole dette e pensate trovano autorizzazioni e allocazioni, pertugi, fessure piccole, ma accoglienti dove raccogliersi su loro stesse. E li’ si fermano immobili a godere di tessere prepagate per l’autoalimentazione di questi spazi, per sempre. Ogni cosa trova un senso nel momento in cui perde il suo senso cessando di esistere.

postato da: quoom alle ore 15:45 | link | commenti (2)
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LOS MARTES.

Ci sono! lo dico piu’ che altro per me, che stanotte ho dormito tre ore, ormai il martedì notte ha assunto le sembianze del venerdi’ anni novanta, dei miei anni novanta.
Martedì di settimana scorsa mi trovavo a sorseggiare Moito’s ad un evento
finto-sgrauso-nouveau-riche, come dice l’amico Carlo, ed apparte la totale incapacità manifestata sulla via del ritorno, di non masticarmi la lingua mentre esprimevo un concetto, (credo più con suoni gutturali che a parole) su “naturaleza latina- beleza pura” -grazie al cielo non guidavo-, è stato un martedi’ molto piacevole, ho guadagnato un' agendina ed un hangover pazzesco il mercoledi’, che fa sempre zuper-giovane.

Questo martedì invece mi trovavo a casa mia. Sarà stato il sonnolento dibattito politico, i sonnolenti commenti del dopo dibattito, com’è, come non è, questa mattina alle cinque ho acceso la tivvu’, ed ho visto il film più trash che sia mai stato girato, ignoro il titolo, ma uno dei protagonisti era Paolo Calissano. Il filmone era ambientato a Cortina che non era di un pezzo, ma piuttosto di svariati pezzi, giacché il buon Paolo, ad un certo punto tira fuori “la polverina magica” dichiarando testualmente “dai sciogliti un attimo, con questa ti mando alle stelle..” e badum–badam. Peccato che la ragazza in questione soffrisse di una cardiopatia che le provoca una crisi che quasi ci lascia le penne. L’assist è troppo facile per prenderlo al volo, e qui mi fermo.

E’ un mese che un ex fidanzato mi manda messaggi e mi telefona, vorrebbe incontrarmi per fare due chiacchiere. Lo sto paccando a ripetizione perché è un periodo piuttosto denso, ma anche se sono quasi certa che lui non voglia fare due chiacchiere, non ho dei buoni motivi per non incontrarlo. Certo in un luogo molto frequentato, lo incontrerò e mi lascerò un po’ lusingare, è sempre bello parlare con chi si ricorda di averti lanciata su un letto, ed è tuttora convinto di aver avuto ottime ragioni per farlo.

postato da: quoom alle ore 08:49 | link | commenti
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03/03/2006

Forse non dovrei dirlo, che mi rende riconoscibile, e pure un po’ stronza visto quello che ho scritto prima, ma la notte dell’11 Aprile sarò QUI. Chi fosse nei paraggi chieda di un’italiana con due zaini uguali uguali, stessa marca differente colore.

postato da: quoom alle ore 14:13 | link | commenti (2)
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Credo di avere in mano le redini di questo ciuchino che è la mia vita.
Quante persone possono dire la stessa cosa?
Dico Io, quante veramente sono libere di scegliere? Io lo sono, ho nuove ed esaltanti prospettive davanti a me, uno stipendio di tutto rispetto, non ho legami o costrizioni che mi obbligano a essere cio’ che non sono. Eppure, ogni tanto sento un vuoto sotto i piedi e sotto l’ombelico e mi viene voglia di girarmi e di accasciarmi scomparendo in un buco immaginario. Non vedo i margini di questa vita, non riesco a capire dove stia il ricavo rispetto a tutto quest’impiego d’energie.
E’ stata una settimana ottima direi, eppure stamattina quando mi sono alzata, mi sono resa conto che è stato tutto uno spostare di qua e di là, aggiungi qui e togli li’, ma il succo al netto del dare e avere è sempre il solito. Potrei fingere all’infinito, sono un’ottima attrice nella parte di me stessa ed ho una grande certezza: se tutto il mondo scomparisse davanti ai miei occhi non proverei né sgomento né dolore. Oggi più che mai mi sento utile quanto un calorifero d’estate, e posso mettermi a fare tutto il chiasso che voglio, e guadagnarmi complimenti e scordarmi di questi pensieri fino alla prossima mattina in cui mi alzerò, mi guarderò allo specchio e tutto ricomincerà da capo.

QUESTO MI DICE CHE  STAMATTINA NEL LETTORE NON DOVEVO METTERCI JEFF BUCKLEY, DOVEVO LASCIARCI MADONNA E PIGIARE REPEAT.

postato da: quoom alle ore 12:08 | link | commenti (1)
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