Dato che è un mondo che tutto contiene quello che si sta sgretolando sotto i suoi piedi, lei è convinta che tutto sia lecito, tutto si rompe davanti i suoi occhi, dunque tutto ci sta, tutte le parole dette e pensate trovano autorizzazioni e allocazioni, pertugi, fessure piccole, ma accoglienti dove raccogliersi su loro stesse. E li’ si fermano immobili a godere di tessere prepagate per l’autoalimentazione di questi spazi, per sempre. Ogni cosa trova un senso nel momento in cui perde il suo senso cessando di esistere.
